
Il “Corriere dello Sport” sottolinea l’ascesa di Lautaro Martinez da quando Mauro Icardi si è chiamato fuori. Ora il Toro cerca la consacrazione nella sfida col Milan.
PERCORSO – Lautaro il duro, la crescita del Toro si tocca con mano. Essenziale, concreto, adesso bisogna che impari a bruciare le tappe perché questa Inter deve darsi un riferimento. Sulla buona strada in fatto di gol – decisivo quello a Vienna, appena dopo il guizzo liberatorio di Parma e con una gemma in Inter-Napoli – Lautaro Martinez può ricaricare le batterie e pensare al derby.
CONSACRAZIONE CERCASI – Riposo d’obbligo, giovedì, perché l’ammonizione pesante di Francoforte lo toglie di mezzo per il ritorno di Europa League ora l’argentino è proiettato sul Milan. Un derby da protagonista sarebbe la consacrazione per il Toro. Che, allo stesso modo, era a rischio squalica anche domenica scorsa. Diciamo che da quando Icardi si è chiamato fuori, l’Inter ha cominciato a fare la conta dei presenti. Ma Lautaro – a segno otto volte in stagione – non lo si poteva mettere in una campana di vetro.
CRESCITA – Nelle trasferte contro Rapid Vienna e Eintracht, il Toro si è anche guadagnato due rigori. «Ha preso due gialli per essersi tolto la maglietta…», ricordava Spalletti, come a dire che Lautaro se vuole si sa controllare. Buon che l’arbitro Calvarese abbia valutato come involontario il suo tocco con la mano contro la Spal, senza prendere provvedimenti. La partita dell’argentino è stata anche molto altro, fatta di sacricio e lavoro fuori dall’area. Con Icardi, adesso, può apparecchiarsi un passaggio di consegne in vista della prossima stagione. I problemi di Maurito, Lautaro in rampa di lancio: con un numero dieci sulle spalle, porte aperte alla continuità.
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