
Il caso legato a Mauro Icardi per Luciano Spalletti non è il primo. Nell’edizione odierna del “Corriere dello Sport” vengono riprese tutte le vicende – o forse meglio chiamarle liti -, del tecnico toscano con i suoi ex giocatori, da Christian Panucci a Denisov allo Zenit, passando da Jankulovski fino ad arrivare a Francesco Totti.
PROBLEMA DI FEELING – Tutte le liti dell’attuale tecnico dell’Inter Luciano Spalletti, fino ad arrivare a Mauro Icardi, solo l’ultimo di una lunga serie. Quanto segue le parole riportate dal quotidiano: “Al di là delle leggendarie liti con Christian Panucci (precedute da quelle con Jankulovski, narrano gli storici di Udine), simbolo e immagine dei suoi passaggi alla Roma rimangono il primo addio, quello del 2009, in cui l’allenatore vide, anche se sfumata dall’ombra, la mano di Francesco Totti; e la battaglia sul confine del tramonto, lunga quanto l’ultima avventura del tecnico a Trigoria. Totti si lamentava delle esclusioni e dei silenzi, Spalletti lo mandava a casa, Totti tornava e faceva ciò che gli è sempre riuscito meglio, ripescare la Roma dai precipizi. Francesco era al crepuscolo e lo sapeva, ma ne voleva uno più glorioso e vichingo. Finì con le lacrime davanti al Genoa e con Spalletti in fuga verso l’Inter, convinto di essere il vincitore. Ma all’Inter avrebbe incontrato ancora se stesso e un nuovo Totti, argentino e duro e altrettanto sposato. Adesso si va a ripescare la vicenda di Igor Denisov, mediano dei tempi del prezioso periodo russo di Luciano Spalletti: era l’eroe del posto, voleva più soldi, ebbe gli occhi di Luciano piantati in faccia e la cessione all’Anzhi. Ma Luciano è questo, punto e basta, prendere o lasciare. Ci sarà sempre chi prende, non c’è da offendersi se qualcuno decide di lasciare”.
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