
Carlo Laudisa sulla “Gazzetta dello Sport” ricostruisce l’andamento del valore del cartellino di Icardi. Dai 110 milioni di clausola oggi tutto è crollato a circa 60, sempre che si trovi un acquirente.
PREZZO IN CROLLO – Il prezzo è ormai stracciato, quasi dimezzato. E soltanto una fiammata nella volatona per la Champions può rimescolare a sorpresa le carte. Il tracollo delle quotazioni di Mauro Icardi è sotto gli occhi di tutti: l’effetto economico più appariscente di un braccio di ferro che sta mettendo a dura prova tutti i protagonisti. Ma proprio tutti. La realtà è che quella corazza della clausola da 110 milioni di euro non protegge più l’Inter, sempre che sia mai esistito un estimatore di Maurito disposto a scalare le vette del mercato per rapire il goleador in sonno di Luciano Spalletti. In corso Vittorio Emanuele avevano preso coscienza del problema già a settembre, quando il d,s. Piero Ausilio aveva provato ad impostare il discorso del rinnovo con Wanda Nara.
PRIME SCHERMAGLIE – In quella fase la polemica si limitava alla distanza tra domanda ed offerta. Cioè tra i 7 milioni abbondanti stanziati dal club di Zhang e i 9,5 milioni netti nella testa dell’argentino e della moglie procuratrice. Un tetto, guarda caso, ispirato ad Higuain, allora suo ingombrante dirimpettaio. Una logica (se vogliamo) semplice, per quanto cinica, ma senza quei veleni emersi nelle concitate fasi successive, caratterizzate da antipatiche invidie di spogliatoio ed inevitabili gelosie contrattuali: i mal di pancia di Perisic, per intendersi. Tanto è vero che. quando il clima era ancora vivibile, dalla sede interista erano usciti i primi spifferi ribassisti. In assenza di un accordo per il nuovo contratto all’Inter già in autunno cominciavano a maturare l’idea di vendere Maurito a fine stagione con un piccolo sconto: diciamo a 90 milioni di euro. Sempre con una meta estera. Ma neanche quell’apertura era servita ad incentivare gli acquirenti. Certo, a Wanda facevano gioco le voci di un interesse del Real Madrid, ma erano solo suggestioni. Florentino Perez aveva altro in testa, come al Chelsea Maurizio Sarri aveva occhi solo per il cocco Higuain.
CRISI A DICEMBRE – Così è inevitabile che l’aria del bluff faccia volare le carte apparecchiate sul tavolo della trattativa. E le parti s’irrigidiscono, si allontanano. A dicembre scoppia la prima grande crisi e all’Inter devono fare i conti con il primo, significativo, tracollo. Ai bene informati arriva in breve un messaggio sottovoce: ci accontentiamo anche di 80 milioni, ma senza contropartite tecniche. Solo cash. Anche per questo al momento del suo insediamento l’ad Beppe Marotta prova a dribblare la questione. Tentativo vano, visto che a febbraio l’improvvida esternazione di Spalletti a Parma spinge il mondo nerazzurro verso un’autentica voragine. Il valore del cartellino di Icardi scende ancora, virtualmente tocca quota 60 milioni. E’ una stima, perché non si ha notizia di offerte concrete.
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