L’Inter domani sarà chiamata alla difficile sfida in casa della Juventus. Il “derby d’Italia” sarà un impegno gravoso per l’Inter che vorrà comunque continuare la sua corsa mantenendo il primato in classifica conquistato la scorsa settimana, il tecnico Luciano Spalletti ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia
Cosa vuol dire arrivare a Torino da primi in classifica?- “Vuol dire che abbiamo una precisa identità su cui continuare a lavorare e su cui continuare a cercare di raggiungere quegli obiettivi che abbiamo nella testa, perché per raggiungerli visto come vanno tutte le squadre ci vorranno moltissimi punti e di conseguenza la consapevolezza di quello che siamo diventa fondamentale”.
Che partita dovrete fare?- “Non andiamo a giocare a Torino cercando di vedere che squadra siamo e quello che può darci questo confronto, noi sappiamo che realtà siamo, abbiamo individuato le nostre qualità, siamo sicuri, per cui si va a giocare la partita tentando di fare più punti possibile, perché per arrivare a quegli obiettivi che abbiamo nella testa ci vogliono molti punti e ogni partita deve essere l’occasione per mettere punti in classifica”.
In che cosa secondo te oggi l’Inter è superiore alla Juventus? C’è qualcosa in cui siete avanti?- “Noi non la guardiamo sotto questo aspetto qui, prima di tutto non andiamo a giocare contro la squadra terza in classifica, ma contro la squadra che ha vinto sei scudetti e fatto due finali di Champions, per cui sappiamo della forza e dell’ostacolo che abbiamo di fronte, però poi in questi mesi abbiamo costruito una nostra identità, una nostra convinzione, una nostra forza, la vogliamo mettere in campo. Poi sarà il campo che dirà se è abbastanza per poter ambire anche a vincere, o a confrontarsi, con squadre forti come la Juventus”.
Brozovic è una tentazione, un’ipotesi concreta, o per ragioni di equilibrio sarà preferibile giocare col centrocampo più collaudato?- “Per quelle che sono state le scelte fino a questo momento, le valutazioni sotto gli occhi di tutti. Quando crediamo di aver messo dei giocatori come l’ultima partita che togliessero equilibrio poi sono stati la soluzione. A centrocampo sono cinque titolari che hanno fatto vedere che ci si può fidare di loro, abbiamo un centrocampo forte, farò delle scelte, come dico sempre non bocciando nessuno, perché le debbo fare, e speriamo siano quelle giuste. Per il momento non dico quelli che vanno in campo”.
Ci può essere la tentazione di provare a sorprendere gli avversari con una formazione diversa rispetto a quella vista ultimamente?- “Noi non ci dobbiamo inventare niente, non ne abbiamo bisogno. Per quelli che sono stati i nostri risultati, il nostro cammino, noi dobbiamo andare a ripetere quello che abbiamo fatto. Esibire la forza che abbiamo avuto in questo campionato contro altri avversari. Siamo convinti, ci fidiamo delle nostre qualità, andiamo a metterle in pratica. Non vedo perché si dovrebbe tirare a campare in questa partita, noi dobbiamo andare lì a tirare a vivere, il più a lungo e meglio possibile. Si va a metterci dentro quelle che sono le nostre certezze, che sono molte, i nostri equilibri, quello che la squadra conosce, la scelta dei momenti della partita, come deve essere”.
C’è qualcosa che l’Inter non dovrà fare dal punto di vista tattico?- “Chiaro, da un punto di vista della personalità, del carattere, deve farsi trovare pronta dal primo momento, per l’avversario e lo stadio dove andiamo a giocare. Dobbiamo avere delle reazioni forti a tutto quello che propongono, loro sanno benissimo, cambiare faccia dentro la stessa partita, Allegri è uno dei migliori a scegliere di cambiare poi a partita in corso, è uno bravissimo a saper far cambiare modulo e atteggiamento dentro la stessa partita, per cui le nostre reazioni debbono essere di conseguenza, immediate”.
Si parla del quarto posto, se l’Inter vincerà contro la Juve si cambierà il discorso?- “Noi abbiamo l’obiettivo di arrivare in fondo, più vicino possibile alla testa della classifica. Fare più punti possibile, secondo me ce ne sono altre di squadre che hanno i nostri stessi obiettivi, per il momento c’è da lavorare in maniera seria, fare passo dopo passo in maniera corretta, tenere sempre la testa sul pezzo, poi si andrà a vedere. Non è una partita che cambia i pensieri, gli obiettivi, modi, è lunga la strada ancora, la corsa da fare è lunga, c’è da mantenere nervi saldi, equilibrio, professionalità”.
Hai vinto a Torino solo una volta in Coppa Italia, nel 2006. L’ultima partita giocata contro la Juve l’hai battuta. I risultati che hai fatto a Torino ti hanno insegnato qualcosa?- “Chiaro, tutte le partite insegnano molte cose, non solo quelle che vinci, ma soprattutto le sconfitte, perché creano presupposti di crescita. Le analisi si fanno sempre dopo ogni partita, si portano sempre delle notizie su cui lavorare nei video post partita. Chiaro che poi diventa più facile analizzare le partite dopo una vittoria, più difficile dopo una sconfitta, a me è successo questo, che lì ho imparato molto”.
Ultimamente stai scrivendo sui social, se dovessi sintetizzare un messaggio alla squadra e all’ambiente, che messaggio invieresti?- “Abbiamo tutto, tutte le qualità che abbiamo per giocare questa partita e giocare per il massimo del risultato”.
Inter-Juve non è una sfida scudetto, ma ha un clima particolare. C’è stato un video poco ortodosso sul canale ufficiale bianconero, è un clima particolare, come viene vissuta, sente questa tensione? Allegri l’ha definita un valore aggiunto per l’Inter, però ha anche detto che è una sfida scudetto anche se domani non si giocherà lo scudetto, vuole rispondere a questo?- “Chiaro, viene definito il Derby d’Italia, è una sfida che ti carica di voglia di fare, però poi dobbiamo mantenere lucidità proprio per l’importanza della partita, l’insidia di caricarla troppo, i ragazzi assorbono tutto quello che mettiamo e mettono sul campo tutto ciò che circonda il nostro mondo interista. Bisogna avere una testa pensante quando facciamo dei piani d’azione non dobbiamo mai perdere lucidità perché questo potrebbe essere un limite, arrivare col braccio alzato pronti ad attaccare. A me sembra che la squadra si sia allenata bene, abbia raggiunto quella personalità di saper scegliere poi che faccia avere, che maschera mettersi durante le partite e cercheremo di fare il massimo per noi e per tutti quelli a cui sta a cuore l’Inter. Per quanto riguarda i messaggi brutti ricevuti io penso che più che agli interisti lui dovrebbe chiedere scusa a tutti quegli innocenti che sono stati costretti a nascondersi nelle fogne per sopravvivere, visto che siamo stati trattati da tali. Mi sentirei molto in imbarazzo a lavorare vicino a uno così e probabilmente saprei anche che fare”.
Si è parlato molto della fisicità dell’Inter, con Roma, Napoli e nel derby ha messo in campo una formazione molto alta, può essere un fattore?- “Sì, loro sono una squadra fisica, forte sulle palle inattive, loro hanno i calciatori che fanno gol direttamente, tipo Dybala, Pjanic, che conosco benissimo, hanno poi anche la possibilità di andare a concludere proprio da un punto di vista di colpo di testa per fisicità, per caratteristiche, di molti dei suoi uomini. Per cui avere una squadra tonica, fisica, di impatto sotto l’aspetto dei chili e dei centimetri può creare sicuramente un vantaggio, può dare un aiuto”.
Se potesse toglierne uno alla Juventus?- “A me piacciono i miei di calciatori, non mi piacciono quegli degli altri. Forse togliere Allegri per una serata a un bel ristorante a Livorno a mangiare cacciucco. E’ il più bravo, toglierei lui, quello che ha fatto vedere di essere innovativo nel cambiamento repentino”.
Lei diceva che è una partita che non cambia i pensieri, all’inizio del campionato, prima di Roma, disse che era una partita che andando in un certo modo poteva segnare. E’ vero che la partita contro la Juve non cambia l’obiettivo, ma può segnare il cammino?- “Sì, consolida le certezze raggiunte, la sicurezza di avere determinate qualità, arrivarci con questi risultati deve assolutamente creare o infondere la convinzione che la partita è aperta a qualsiasi risultato e voglio che venga interpretata fin dal fischio iniziale in questa maniera qui”.
A proposito di questo, confrontando con la partita di Napoli, lei ha detto che la squadra ha raggiunto consapevolezza. Lei pretende che la squadra abbia una maggior convinzione nel cercare la vittoria?- “Nel parlare con i calciatori dopo Napoli fu analizzato questo aspetto, in questo discorso furono coinvolti anche tutti quelli al seguito della squadra, io notavo moltissima soddisfazione da parte di tutti. Proprio nell’analisi, nel discorso che si fa con la squadra dopo la partita io ho riportato questo aspetto che sì, è vero, è stato un buon risultato, però in determinati momenti potevamo osare di più. Per quello venuto fuori nel discorso e nel video è stato confermato le mie impressioni, mi aspetto ci sia una presa di coscienza che questa è una partita che assomiglia e si possa andare a fare più punti possibile”.
Vede Karamoh pronto a subentrare in una partita come questa?- “Ha delle qualità ben precise, è di grandissimo estro, inventiva, qualità tecnica nello stretto, ha facilità nel saltare l’uomo nell’uno contro uno, ha velocità sia in partenza che nella corsa finale, si può usare in qualsiasi gara. E’ chiaro che però poi l’esperienza ha un’altra qualità, è un’altra dote che bisogna avere per giocare queste partite per cui si valuterà bene. E’ un ragazzo giovane con buonissime prospettive, importanti, diventerà sicuramente un grande calciatore, però si deve fare esperienza, non carichiamolo di eccessive responsabilità”.
Come sta Vecino?- “Recuperato, a disposizione”.
Lei ha preso una squadra lontana dalla vetta, il percorso è lungo, c’è già qualcosa che porta l’Inter a essere sullo stesso livello di chi è lassù da anni? Cosa la lascia tranquilla?- “Questa voglia dei calciatori di raggiungere degli obiettivi, di essere al pari dei nostri sportivi, di poter colmare il sentimento che hanno i nostri tifosi, quello che hanno evidenziato, merita una tensione, qualità, professionalità. La maglia, il passato, la storia, i tifosi, Milano vuole che ci siano a portare dentro il rettangolo di gioco dei calciatori che lasciano impronte e mandano messaggi al calcio, anche come comportamenti di vita”.
Nell’analizzare la partita lei cerca di mettere in evidenza i punti forti della squadra avversaria. Vede una certa disparità, una difficoltà nel poter coprire sugli esterni, visto che loro giocheranno sulla velocità, Cuadrado e Douglas Costa possono mettere in difficoltà Santon e D’Ambrosio- “No, Santon e D’Ambrosio si può stare d’accordo perché sanno fare tutto, sanno prendere delle responsabilità, sanno quando osare, come D’Ambrosio contro il Genoa che lui è voluto andare a definire quel risultato, è gente che sa ragionare, sa prendersi delle responsabilità. Santon ha fatto vedere di aver ritrovato quasi tutte le sue qualità perché secondo me ne ha altre e non le vuole lasciare dentro lo spogliatoio perché le sue qualità possono dare molto, sa difendere, attaccare, sa usare il destro e il sinistro, sa giocare da centrale perché si è allenato da centrale, noi ci alleniamo così con le due squadre contrapposte, l’ho fatto allenare da centrale. Santon ci dà una mano anche in quella posizione, non ne abbiamo bisogno, ma se fosse lui è pronto per coprire quella posizione. Non gli creerà nessun fastidio il nome degli avversari. Cuadrado e Costa sono giocatori veloci e rapidi, ma Mandzukic quando ti viene addosso con la sua forza fisica e morale è un cliente scomodissimo in tutte le sue decisioni, è uno che finalizza molto le azioni, gli altri due sono più di preparazione, forse uno che marca Cuadrado sente meno responsabilità, credo”.
Dando per assodato che Borja Valero è un giocatore totale che può giocare ovunque, lei dove lo preferisce? Dietro le punte o quando lo ha spostato indietro?- “Io lo preferisco in campo, intanto mettiamolo lì, poi dipende un po’ dal tipo di caratteristiche degli altri calciatori che gli voglio accostare. Questo fa un po’ la differenza, secondo me è fortissimo come trequartista perché toglie tempo e spazio agli avversari, sa mettersi in condizione di taglio per ricevere palla, ha una grandissima resistenza, è uno di quello che fa più metri di tutti, fa rientri importanti, fa blocco compatto col centrocampo, entra sempre a tappare i buchi in base alla sua grande esperienza e conoscenza del calcio, è un giocatore che ha grandissima qualità. Se volevi indicazioni su chi gioca non so se sono riuscito a darle o a toglierle”.
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