Ospite di “YouPremium Weekend” su Premium Sport, l’ex giocatore Francesco Graziani ha analizzato i vari temi proposti da Juventus-Inter, big match della sedicesima giornata di Serie A. Grossi elogi soprattutto per Luciano Spalletti, che in sei mesi ha portato i nerazzurri dal settimo al primo posto in classifica.
L’ORA DELLA VERITÀ – «Devo dire che questo è un primo esame importante per l’Inter, va a giocare in casa della Juventus e ha due punti di vantaggio in classifica. Per la prima volta ho l’impressione che l’Inter possa guardare viso a viso la Juventus, fermo restando che qualsiasi risultato non sarà in nessun caso penalizzante per il prosieguo della stagione, però è chiaro che se vince l’Inter viene fuori un dato di forza incredibile, perché il risultato porta entusiasmo e voglia di fare bene. L’Inter ha il vantaggio che non fa le coppe, sono convinto che se a gennaio la squadra si trova in queste posizioni la società andrà sul mercato a reperire quei due giocatori per aumentare il tasso tecnico. Non sono d’accordo con Luciano Spalletti: alla Juventus non togli Massimiliano Allegri, i gol dalla panchina non li ho mai visti fare, io oggi se potessi toglierei Gonzalo Higuaín perché al pari di Mauro Icardi sono dei serpenti a sonagli, con tutto il rispetto per Allegri che è bravissimo ed eccezionale ma gli allenatori dalla panchina non li ho mai visti fare gol. I traguardi che ha raggiunto Allegri non li ha ancora raggiunti Spalletti, può arrivarci ma vedendo il curriculum Allegri si fa preferire. Perché l’Inter oggi va meglio? Perché ha trovato un comandante, uno che ha riportato l’ordine dove non c’era. Anche altri allenatori sono stati bravi, mi riferisco anche a Stefano Pioli che mi è dispiaciuto quando è andato via, però evidentemente non è stato così leader da farsi apprezzare da tutti. Spalletti ha messo le cose a posto, con lui o ragioni in un certo modo o ti manda via, ci sono delle regole precise che lui fa rispettare dal primo all’ultimo, è questa la grande differenza. A questi livelli sono tutti bravi, ma è essere punti di riferimento e leeader l’aspetto importante di un allenatore oggi. Niente coppe? Secondo me è un grandissimo vantaggio, puoi lavorare bene durante la settimana e prepararti con meno pressioni, rischi meno infortuni. Non fare le coppe è un problema per le società ma per l’Inter quest’anno è un grande vantaggio, perché le coppe portano via alla lunga quattro-cinque punti».
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