
Un ottimo primo tempo non è bastato per domare un Toro infilzato due volte ma riabilitato da errori individuali. Dopo Miranda (contro il Sassuolo) tocca ad Handanovic, che fa anche peggio
E VENNE IL GIORNO DEI CROATI – L’Inter si presenta alla prima a San Siro ingioiellata dai tre vicecampioni del mondo e parte in ottima forma di testa e di gambe, in un primo tempo da vera anti-Juventus. Intensità, velocità, compattezza e gol, tutto bello, fino alla gita fuori(sua)porta di Handanovic ad inizio ripresa. Da qui in poi CroazInter sembra rivedere le streghe del Lužniki. L’uscita di Asamoah affossa anche Perisic, il centrocampo Vecino-Brozovic ha davvero poco fosforo quando smette di correre. Il forcing del Toro non è questa gran cosa, eppure basta fare superiorità in area per arrivare al pareggio.
TESTA? GAMBE? ERRORI? – Nel libro nero di Inter-Torino finisce tutto. Evidente il calo di ritmo, e si pensa subito alla spremuta mondiale dei tre croati, con Vrsaljko che esce ammaccato e Perisic che comunque resta vivace fino al 90esimo. Il ruolo di D’Ambrosio è altra materia del contendere. Quando la squadra gira lui gira, ma quando tutto si complica ecco che la posizione di terzino di copertura lo smarrisce. Le indicazioni spallettiane per Icardi di cercar palla lontano dalla porta avversaria lasciano corta la coperta lì davanti. Le occasioni da gol scarseggiano, a Maurito arriva la palla migliore al 93esimo grazie ad una invenzione di Lautaro Martinez, ma è troppo poco. Serve assolutamente la forza di Nainggolan e sarebbero servite le peculiarità di un Modric o almeno di un Borja Valero. Spalletti nel dopopartita esprime lui per primo stupore per il secondo tempo dell’Inter e si affretta, giustamente, a dissuadere tutti dall’attribuire all’Inter il ruolo di potenziale candidata allo scudetto. Da cosa ripartire? La coppia centrale regge, Politano si è inserito ottimamente, su Asamoah nessun dubbio. In appello l’Inter ha ancora da giocarsi la carta Radja, con lui capiremo se l’organico a piena forza potrà sostenere un campionato di vertice. Ma Spalletti dovrà fare anche lavoro psicologico, perché certi errori non possono generare tale quantità di smarrimento e mollezza.
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