
Che fine ha fatto Gabigol? L’oggetto misterioso numero uno del primo mercato dell’Inter targata Suning è in prestito al Santos fino a dicembre. E nel periodo non collegato qualcosa è cambiato.
RINASCITA IN BRASILE – L’annuncio o quasi dell’acquisto di Lucas Paquetà da parte del Milan ha improvvisamente acceso i riflettori su Gabriel Barbosa. Il brasiliano giaceva più o meno dimenticato nel suo prestito al Santos, ma la curiosità per il neo-rossonero ha fatto scoprire sostanzialmente a tutti che nella cornice del Brasileirão l’artista noto come Gabigol ha trovato una sua dimensione. Anche importante. Una cosa di cui aveva un disperato bisogno dopo il disastroso viaggio in Europa. Cosa sta succedendo dunque in Brasile?
BISOGNO DI CASA – Riavvolgiamo il nastro. Dopo l’esperienza all’Inter fatta di panchina eterna e un gol decisivo a Bologna nel 2016-2017 il nostro numero 10 (al Santos, un must) è andato al Benfica, un classico ormeggio per i brasiliani in Europa. Nell’infinita rosa dei portoghesi però ha trovato la stessa sorte: tanta panchina, un solo gol. Tristezza a palate per quello che doveva essere l’erede di Neymar. Escludendo l’investimento fatto dai nerazzurri su di lui (che ai tempi volevano fare anche Juventus e Barcellona, per dire), Gabigol era un giocatore da ricostruire in primis a livello mentale. Gli serviva giocare, tornare a segnare, essere decisivo, ritrovare il suo calcio e magari anche i riflettori. Cosa meglio di casa sua quindi? Dopo soli sei mesi in Portogallo, nel 2018 va in prestito al Santos, dove è nato e già una volta cresciuto, per fare un nuovo step di carriera.
PROBLEMI ANCHE AL SANTOS – Accolto alla grande come il figliol prodigo di ritorno si è trovato in una squadra non esattamente di altissimo livello. Il Santos infatti sta vivendo un lungo periodo transitorio, che lo vede dietro alle altre grandi storiche del Brasile. Nella prima parte del suo tour di ritorno Gabigol ha ripreso il ruolo che aveva prima di andarsene, quello di esterno destro d’attacco. Con risultati così così. Questo è un primo punto importante: Barbosa non ha mai avuto lo spunto soprattutto nel breve di Neymar, e per un giocatore messo in fascia è un grosso limite. In Europa, ma anche in Brasile, dove comunque può compensare con la tecnica e il fisico, ma la porta resta lontana. La squadra, come si diceva, in generale non va benissimo e anche il numero 10 ha alti e bassi. In un contesto sostanzialmente in costruzione finisce anche contestato dai tifosi che tanto lo amavano.
ALL’IMPROVVISO UN NUOVO RUOLO – Quando tutto sembra portare a un nuovo flop ecco la svolta, che arriva un po’ per caso un po’ per necessità, come spesso accade. Il Santos proprio nel 2018 lascia andare il suo centravanti titolare Ricardo Oliveira (sì, quel Ricardo Oliveira che era al Milan nel 2006), trovandosi così clamorosamente scoperto nel ruolo di 9, ma con diversi esterni giovani e di qualità da poter alternare. Un peccato doverne escludere qualcuno. Nasce dall’inventiva del tecnico Cuca l’idea di provare Gabigol in un ruolo nuovo, in zona centrale, da prima punta. Non una novità assoluta per lui, visto che per esempio col Brasile è successo due volte, ma un cambiamento netto come scelta fissa.
SVOLTA DA 9 – I gol sono arrivati da subito, Barbosa ha iniziato a sentirsi Gabigol per davvero e ci ha preso gusto. Oggi è il capocannoniere del Brasileirão (al secondo posto nella classifica marcatori c’è Ricardo Oliveira) e riesce a sfruttare alla grande tiro, tecnica, capacità di muoversi in area e di saltare l’uomo in spazi più ridotti rispetto alla fascia. Il classe 1996 si è adattato alla grande al nuovo ruolo, dimostrando di averne capacità tattiche e tecniche. In particolare spicca un dettaglio a guardare le sue reti: arriva alla conclusione con meno tocchi possibile, tipico dei veri centravanti d’area. Con la porta più vicina è un giocatore nettamente più pericoloso, ed è diventato un leader imprescindibile per il Santos.
MA QUINDI ALL’INTER? – A gennaio il brasiliano più amato in nerazzurro tra quelli che hanno vestito il numero 96 è destinato a tornare all’Inter. Ma che ne sarà di lui? L’unica cosa certa è che, finalmente, Gabriel Barbosa è un giocatore mentalmente rinato. E con un nuovo ruolo, stavolta chiaro. Gabigol nel 2019 sbarcherà in Europa da punta. Prima o seconda, ma punta. Col vantaggio di aver già vissuto un anno e mezzo di esperienza europea. Spalletti lo allenerà (di nuovo) e lo valuterà, ma con Icardi e Lautaro in rosa sembra difficile una sua permanenza. Altri sei mesi di minuti giocati potrebbero permettere all’Inter di avere finalmente un talento ben compreso. Da gestire non più come un problema da scaricare a ogni costo.
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