Perisic difende, Spalletti attacca (chi lo critica): equilibrio Inter necessario

Perisic

Perisic non starà sicuramente vivendo la fase più brillante della sua avventura nerazzurra, ma da qui a sostenere che sia un elemento negativo nella filosofia di gioco dell’Inter ce ne passa: Spalletti spiega la situazione che “limita” l’ala croata

SPALLETTI (RI)DOMANDA – Il tentativo mediatico di screditare Ivan Perisic è andato a vuoto perché la difesa di Luciano Spalletti è arrivata in maniera più tempestiva di quella che avrebbe potuto attuare la coppia formata da Stefan de Vrij e Milan Skriniar, che il primo aiuto in fase difensiva lo ottengono proprio dall’ala croata. Nel corso della conferenza stampa odierna (QUI le dichiarazioni complete), l’ultima domanda sulle prestazioni di Perisic ha trovato uno Spalletti tanto carico quanto “offensivo” nella risposta: «Dipende cosa si va a imputare a Perisic: il fatto che fa vedere poca qualità o i recuperi di cento metri fatti di forza e vantaggio per la squadra perché mette a posto tante situazioni?». Rispondere a una domanda con un’altra domanda può sembrare la strategia peggiore, ma Spalletti non sbaglia: esiste un problema Perisic? No.

EQUILIBRIO TATTICO – L’importanza tattica di Perisic viene troppo spesso sottovaluta, forse perché in questa stagione finora ha segnato solo due gol e fornito altrettanti assist, pur giocando praticamente sempre. Chi non sottovaluta il lavoro di Perisic all’Inter è Spalletti, che gli chiede (anche) questo sacrificio conoscendo i rischi: «Facendo un lavoro a tutto campo, senza nascondersi, è chiaro che è chiamato a una fatica totale e a un supporto completo per la squadra. A me va bene così perché grazie a lui si trova l’equilibrio della squadra, pulisce qualcosa che è un po’ scomodo per le sue qualità, se deve puntare l’avversario dopo due rientri di cento metri ha meno freschezza e balza meno agli occhi la sua potenzialità offensiva. Questo a livello generale». Tutto chiaro, no?

PERISIC OVUNQUE – L’Inter in questa prima parte di stagione sta perdendo qualcosa in fase offensiva – e Perisic la lucidità sottoporta -, ma un conto è difendere in dieci, un altro conto è farlo senza l’ubiquità del numero 44 croato, a cui Spalletti non può rimproverare certo di fare duecento metri in più di un pari ruolo qualsiasi: «Poi è chiaro che, essendo un attaccante esterno, questo fatto di andare di là all’avversario sulla linea difensiva comporta che ci si guadagna sempre qualcosa, si portano a casa situazioni importanti nell’uno contro uno e negli attacchi degli spazi, così si crea sempre qualcosa di importante per la squadra. Questo è quello che dovrebbe fare Perisic, da punta esterna, poi ovvio che se lui torna meno a raddoppiare sul terzino è chiaro che va due volte in più in avanti: se la condizione della partita gli determina questo, poi quei metri lì li spende da una parte e li trova da un’altra». Pochi dubbi, dunque: l’Inter di Spalletti riparte da Perisic.

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